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Le origini

Epaminonda Ceccarelli (1925–2011) è stato una delle figure pionieristiche del progetto nautico italiano. Ingegnere di formazione, avviò il proprio studio a Ravenna nel 1954 e sviluppò fin dagli inizi una visione del progetto ampia e non convenzionale, capace di unire cultura tecnica, sensibilità formale e conoscenza diretta della costruzione. Profondamente legato alla sua città, scelse di lavorare sempre a Ravenna, trasformando questo radicamento in un osservatorio privilegiato sul rapporto tra mare, architettura e territorio

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Il pioniere dello yacht design italiano

Appassionato di mare, velista e regatante, Epaminonda Ceccarelli entrò molto presto nel mondo del design nautico, sviluppando quella che amava definire la propria “architettura del mare”. Fu tra i primi a comprendere che la nautica da diporto, per crescere e diffondersi, doveva sapersi trasformare da mondo di prototipi a settore industriale. Da questa intuizione nacque una parte decisiva del suo lavoro: la progettazione di imbarcazioni pensate per il mare, solide, innovative nelle forme di carena e capaci di coniugare qualità progettuale e accessibilità. Tra le sue realizzazioni più significative vi è la Classis 26, riconosciuta come la prima imbarcazione italiana a vela in vetroresina costruita in serie. A questa seguirono numerosi altri progetti che contribuirono a definire una nuova cultura del prodotto nautico in Italia. I suoi yacht, contraddistinti dalla sigla EC — acronimo di Epaminonda Ceccarelli — rappresentano ancora oggi una parte importante della storia della nautica italiana, con oltre mille imbarcazioni che continuano a navigare in diversi mari del mondo

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Dalla vela al motore

Epaminonda Ceccarelli progettò imbarcazioni a vela e a motore, in legno e in vetroresina, custom e di serie, mantenendo sempre una forte coerenza di linguaggio. Le sue barche erano pensate per il comportamento reale in mare, con particolare attenzione all’equilibrio, all’affidabilità e alla qualità costruttiva. Nel settore dei motoryacht introdusse un’idea di stile più morbida e tridimensionale, applicando alle fiancate e alle sovrastrutture il concetto di superfici continue e “rotonde”, in anticipo rispetto a tendenze che sarebbero diventate comuni solo in seguito.

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Porti, architettura e cultura del progetto

La sua attività non si limitò allo yacht design. Epaminonda Ceccarelli fu anche progettista di porti turistici, infrastrutture per la nautica, edifici residenziali e industriali, arredi, oggetti e segni grafici. Nel settore della portualità da diporto progettò, tra gli altri, il Marina di Cervia, le strutture a mare del Circolo Velico Ravennate e dello Yacht Club Ravenna, oltre a numerosi studi per infrastrutture portuali in Italia e all’estero. In architettura ottenne riconoscimenti importanti, tra cui il Premio IN/ARCH nei primi anni Sessanta e la vittoria del concorso internazionale per la sede italiana della Johnson Wax ad Arese. Questa capacità di attraversare discipline diverse non rappresentava una dispersione, ma una qualità rara: portare metodo, visione e sensibilità da un campo all’altro, costruendo una vera cultura del progetto

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Un’eredità viva

Epaminonda Ceccarelli è stato molto più di un progettista: è stato un innovatore e un costruttore di cultura. Ha contribuito a definire una fase nuova della nautica da diporto italiana, promuovendone l’industrializzazione e lasciando un segno che va oltre le singole barche o i singoli edifici. La sua eredità vive oggi non solo nelle imbarcazioni, nelle architetture e nei progetti portuali che ha firmato, ma soprattutto nell’approccio che continua a definire l’identità di Ceccarelli Yacht Design & Engineering: unire visione, tecnica, costruzione e cultura del mare in un’unica idea di progetto

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