2013

ASPRONADI_DesignItaliano

AS.PRO.NA.DI – Il design italiano nella nautica da diporto

Alcuni dei principali attori del design nautico in Italia spiegano il “mestiere” di disegnare le barche, il loro rapporto con il mercato in un importante appuntamento presso L’Università di Bologna, Scuola di Ingegneria e Architettura.

Sarà mercoledì 27 con inizio alle ore 14, nell’aula 06.

L’organizzazione è a cura dell’Università, del Tecnopolo della Nautica e di As.Pro.Na.Di, associazione dei progettisti della nautica da diporto. Partecipano i professori Alfredo Liverani e Giovanni Maria Grasso, l’ing. Giovanni Ceccarelli, l’arch. Franco Gnessi, l’ing Davide Tagliapietra, arch. Umberto Felci, arch Tommaso Spadolini, arch. Andrea Vallicelli, modera il giornalista nautico Antonio Vettese.

I professionisti rappresentano i diversi campi d’azione di un progettista che si dedica alla nautica: dalla realizzazione di imbarcazioni da regata con la raffinata ricerca della velocità a quelli che si occupano di barche da crociera di grande serie o prototipi di lusso.

I temi esplorati saranno soprattutto il design e la ricerca nella nautica sia a livello universitario sia a quello industriale.

Questo avviene in un momento di riflessione dell’industria, alle prese con un mercato sempre più difficile da interpretare che sicuramente ha la necessità di trovare nei prodotti proposti nuove funzioni e motivazioni di acquisto che devono esser figlie della ricerca più che dell’innovazione fine a se stessa.

Ytem

Yten – Genova – “I designer” progettisti e figli d’arte che hanno raccolto l’eredità dell’Italian Style

Yten – Genova – Salone Nautico ottobre 2013
da sinistra : Fulvio De Simoni – Caliari – Tommaso Spadolini – Giovanni Ceccarelli – Aldo Cichero – Paolo Mercati

 

In occasione del 53° Salone Nautico Internazionale di Genova, e nelle due prossime edizioni del 2014 e 2015, UCINA promuove una trilogia di mostre che vedono come protagonista la storia del Made in Italy nautico e più in particolare il cosiddetto Mediterranean Style.

La trilogia di eventi calendarizzati per i prossimi tre anni costituisce premessa per la formazione dello Yacht’n Italy Export Museum, il futuro museo della nautica da diporto italiana, dedicato ad una delle più straordinarie storie di produzione industriale, di costume e di design dell’Italia dagli anni ’50 del secolo scorso ad oggi.

La mostra, progettata sotto l’aspetto dell’impianto grafico da Caliari and Associates (Massimo Bellotti, Carola Gentilini, Dan Andresan) in collaborazione con Aurora Restucci, Serena Toniolo e Carlo Cattò, sarà allestita nel nuovo sistema industrializzato di stand del Salone Nautico e posizionata all’ingresso del percorso fieristico, proprio davanti al “Red Wall”, la mega installazione scenografica che connota il new look del Salone, Edizione 53°, progettata sempre da Studio Caliari in collaborazione con il Politecnico di Milano.

La ricerca storica sui prodotti selezionati è curata dal prof. Massimo Musio-Sale del Dipartimento di Scienze per l’Architettura e dai giovani ricercatori e dottorandi dell’Università degli Studi di Genova (Valentina Solera, Anna Stradella, Carmelo Cascino, Enrico Carassale, Sara Bellia, Elisa Bassani, Paolo Nazzaro, Laura Ferrando, Francesca Pagan, Francesca Bruzzo, Davide Telleschi, coordinati da Maria Carola Morozzo e Mario Ivan Zignego).

Testimonial del primo leggendario periodo della nautica da diporto italiana saranno 10 barche selezionate tra i capolavori della nautica da diporto italiana che ognuna per le proprie caratteristiche, milieu produttivo e innovazioni formali e tecnologiche hanno contribuito a costruire il ricco mosaico di esperienze che chiamiamo Mediterranean Style, termine coniato oltreoceano per designare la rivoluzione italiana nel design dello yacht. In ordine cronologico, le protagoniste saranno il Viola di Sangermani del ‘58,  l’Acquarama dei Cantieri Riva disegnato da Riva e Barilani, A Speranziella di Renato “Sonny” Levy realizzata da Canav nel ‘61, il Sarima di Italcraft del 65, il Baglietto 16,50 di Paolo Caliari del ’67, il Tiger ancora di Caliari, costruito nel ‘69 da Picchiotti e poi da Maggini, l’Akhir di Pierluigi Spadolini, costruito dai cantieri di Pisa nel ’72; e poi ancora il Tiger Shark di Franco Harrauer realizzato per SAI Ambrosini, l’Alalunga 21,50 di Aldo Cichero, costruito a Santa Margherita, l’Altura 42 costruita da Ferretti su disegno di Alberto Mercati.

La storia e la rivoluzione che queste barche rappresentano sarà documentata nei suoi aspetti salienti nel catalogo della mostra, curato dagli scriventi come primo episodio del più ampio catalogo di Yacht’n Italy Export Museum.

La creazione di un museo della nautica da diporto italiana è un fatto rilevante sia per il il potenziamento del “Brand Italia” e il suo riposizionamento, che devono passare anche attraverso una rilettura critica della propria storia e delle proprie eccellenze finalizzata a mantenere costante la presenza del Made in Italy nei dialoghi della nautica internazionale come insieme di caratteri ereditari presenti storicamente e da alimentare per il futuro; sia perché la principale ragione di un museo sta nel raccogliere testimonianze, documentare e narrare la storia di un comparto i cui protagonisti sono ancora presenti dietro un tecnigrafo, nei cantieri o in banchina.

Il museo è quindi in fase costitutiva e nell’arco del triennio, e grazie alla trilogia del Mediterranean Style, avrà la possibilità di prendere le misure sugli aspetti e sulle strategie museografiche e di costituzione e organizzazione della collezione.

In occasione di questo primo evento inoltre si terranno, nello spazio dedicato alla mostra, 3  incontri, nei giorni 3, 4, 5 Ottobre sui temi: 3 Ottobre “I designer” progettisti e figli d’arte che hanno raccolto l’eredità dell’Italian Style Ospiti: Franco Harrauer, Aldo Cichero, Tommaso Spadolini, Giovanni Ceccarelli, Franco Michienzi (Barche) .

 

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