Il
nuovo regolamento, con cui si disputerà la sfida nel 2007,
unitamente alle condimeteo differenti di Valencia rispetto ad Auckland,
permetteranno molte innovazioni rispetto le barche attuali.
I tecnici
saranno affiancati anche dalla ricerca fatta per singoli temi, presso le
Università Italiane ed in particolare dello stretto rapporto di
collaborazione aperto con l’Università di Pisa ed in
particolare con la facoltà di Ingegneria Aerospaziale.
Saranno tenuti
aperti anche rapporti di consulenza con società italiane ed estere
per la ricerca in campo strutturale, della prove in
vasca navale e delle verifiche in galleria del vento per le
appendici di carena.
Credo, in una sinergia tra il mondo dei
puristi della vela con altre culture scientifiche non
propriamente marine, ma che hanno nella metodologia e nel tipo di ricerca
assonanze con il mondo dell’alta competizione come può essere l’esperienza
derivante dal mondo dell’ automotive o della ricerca pura dal mondo
aerospaziale.
Dal punto di vista organizzativo inoltre sarà
caratterizzata da un team in cui i singoli responsabili per settore
possano avere un peso ed una responsabilità nelle scelte tecniche, le
decisioni strategiche importanti debbono essere prese collegialmente tra i
singoli responsabili delle singole aree, dall’aspetto tecnico a
quello gestionale e comunicativo.
Molto importante sarà il dialogo tra
il team progettuale ed il team velico, con Luca Devoti
responsabile della gestione velica ed il timoniere Ian Percy , è già
nata un’ottima sinergia che presuppone ottime basi di lavoro.
In
ultimo uno degli altri aspetti che mi onora di partecipare a
questa sfida è il forte carattere nazionale che riveste questa
sfida, una delle condizioni che mi sono posto alla base per la
mia partecipazione alla 32° coppa America .ing.

Ceccarelli - Devoti - Percy - Rizzardi (Foto Borlenghi)
Giovanni Ceccarelli Principal Designer
di +39 challenge ci presenta ITA 85 :
“ In qualità di Principale Designer del team + 39
challenge sono soddisfatto , per il battesimo di ITA 85
avvenuto il 24-06-2006 a Valencia .
E’ una tappa fondamentale da qui
al traguardo finale del 2007 , del lavoro svolto ad
oggi dal design team, dai costruttori e da tutti quelli che hanno
collaborato alla realizzazione .
“ ITA 85 è il risultato di
:
58000 ore di ricerca e progetto realizzate dal
design team in 24 mesi di lavoro dall’ inizio della fase di
ricerca avvenuta 24 mesi fa ad oggi, ed il
lavoro non è ancora finito;
35000 ore per costruzione della
barca realizzate ad oggi ;
110 scafi 200 bulbi e timoni disegnati uno ad
uno e testati poi con il calcolo
CFD (Computer Fluid Dynamic ) con utilizzo di
differenti codici e o poi post processing con
Vpp (Velocità Program Prediction) per complessive
ore 16000 di calcolo con utilizzo di work stations
di ultima generazione ;
3000 ore di calcolo FEM e disegno
parametrico per scafo coperta appendici e rigging ;
9 modelli realizzati in scala 1:3
testati in vasca navale
180 sono le tavole di progetto esecutivo realizzate ad oggi
per la sola barca e appendici.
Per costruire lo scafo e la coperta
sono stati utilizzati
2000 kg di fibra di carbonio pre impregnato ;
7000 Mt. di fibra pre impregnata di
carbonio unidirezionale ;
55sezioni tagliate al laser per la costruzione del modello
;
25000 kg. di piombo per il bulbo ;
1500 kg. di acciaio di elevata resistenza per
realizzare la lama della chiglia ;
un forno lungo 30 metri capace di raggiungere i 100 °C
18kg. di pittura e fondi della AWL
Grip per verniciare lo scafo .
La filosofia del progetto di ITA 85
AS AGREE WITH THE TEAM WE WANTED AN INNOVATIVE HULL
in accordo con il team ho voluto realizzare uno
scafo innovativo.
Non mi sono stati imposte né costrizioni né
modelli di riferimento nella fase progettuale.
C’è stato un ampio dialogo con il team velico
per il piano di coperta .
Ita 85 è una barca con diverse
innovazioni legate alla ricerca delle forme delle parti immerse in
particolare del canoe body e delle appendici di carena .
Una barca tagliata in relazione alle
caratteristiche dell’ equipaggio e del suo timoniere
Iain Percy , una barca manovriera con doti di
accelerazione , al fine di poterla sfruttare al meglio in
pre partenza ; una fase della regata che con il formato
attuale è diventata sempre più importante.
Ogni idea nuova è stata validata, dal calcolo
CFD; con la ricerca sperimentale in vasca navale abbinato al VPP
e, per le parti strutturali con la FEM.
Il design team
Il design team ha lavorato fino ad oggi dall’
Italia dallo studio della Ceccarelli Yacht Design in
Ravenna ; ora ci siamo trasferiti a Valencia qui nei nuovi
uffici nella base per seguire le fasi finali del progetto e
realizzazione e la sua messa a punto in mare , che
avverrà dal prossimo mese di settembre.
Il design team che ho organizzato è stato
da me fondamentalmente diviso in due gruppi
facenti capo agli strutturalisti e la ricerca CFD.
Ringrazio per il settore della CFD Richard
Korpus Alessandro Vicini e Gabriele Mazza che cura
poi anche il settore vPP e analisi dati una volta che la barca
navigherà e l’Università di Pisa la facoltà di Ingegneria
Aerospaziale referente il professor Giovanni Lombardi .
Per il settore del calcolo strutturale invece
Davide Tagliapietra , Richard Olive e Julian Smith.
Per il sail design Juan Garay della North Argentina
.
Per le sue idee e passione sempre viva Epaminonda
Ceccarelli
La costruzione della barca.
L’appalto
della costruzione della barca è stato affidato nel settembre 2005
alla Sicil Craft di Palermo per il quale si ringrazia il sig.
Gruccione ; che poi ha appaltato per la costruzione al
Cantiere Soleri ad Alfonsine diretto da Fabio Soleri
Il cantiere è stato scelto dal Presidente Lorenzo
Rizzardi, per la sua professionalità, esperienza in
realizzazione di barche da regata, per la vicinanza con la sede del
design team che ha permesso un controllo da parte dei progettisti
pressoché giornaliero.
Sebastiano Rech Morassutti ha seguito il project
managment della costruzione della barca assieme al suo collega
Antoine Le Villain .
La costruzione è molto accurata , è stato realizzato un
modello di scafo e coperta per poi realizzare uno stampo
monolitico in pre preg di carbonio.
Alla fine è risultata una barca con un’elevata
rigidità longitudinale superiore alle barche della generazione
passata e con un peso della parte in composito inferiore ai 2000 kg.
Come progettista della barca non posso altro che
essere soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi dai
costruttori, per la passione e meticolosità che hanno dedicato al
progetto.
Lo sviluppo della barca futuro
Lo
sviluppo di un Coppa America non è mai finita fino all’ ultimo
giorno di regata , come tale questa è una sola tappa dello
sviluppo del progetto di ITA 85.
Un lavoro che vedrà coinvolto il
design team assieme all’ equipaggio.
Il colore :
…. avremmo potuto
verniciare la barca nera, carbonio lucido, com’ è la moda attuale ma
alla fine il colore dello scafo è il blue .
Blue perché è il
colore ufficiale del team + 39 challenger fin dall’
inizio della campagna di coppa
Blue perché i marinai
sono scaramantici e ,non vogliono cambiare
Blue perché
ricorda i colori della nazionale Italiana.
Blue perché ricorda il
blue dei mari Italiani .
Blue e non nero lucido perché è più leggero il
colore che verniciare la barca trasparente .
Blue perché riteniamo
corretto proteggere il laminato di carbonio dai raggi UVA e non lasciarlo
a vista.
Blue perché non vogliamo fare vedere la disposizione
della prima pelle del laminato.
Blue perché ricorda le
parole della canzone che è l inno del team
Volare nella versione originale di Modugno . “
Giovanni Ceccarelli
Principale designer