yacht design
  America's cup
 










 










 

 

GIOVANNI CECCARELLI
 - Principale designer +39 -

Il lago di Garda ed il Circolo Vela Gargnano mi accomunano a tanti ricordi della  mia formazione velica e professionale, a partire dalla mia prima deriva il  Flyng Junior  costruito nel 1974  da Italo Galetti; all’esordio nel 1979 del mio primo progetto, un mini tonner IOR di nome  Anita, alle numerose vittorie di Machete dominatore della classe crociera del Garda recente vincitore della Centomiglia,  alla memorabile volata del mio progetto Dimore del Garda, che cavalcando ad oltre 25 nodi nel 1993 vinse la Centomiglia, stabilendo il record di 6 ore e 15 minuti ancora oggi imbattuto, della più importante regata al mondo disputata in acque interne.


Foto Fabio Taccola

Ed oggi con +39  sono alla mia seconda esperienza come progettista in Coppa America, sempre in qualità di principale designer, oltre ad avere in questi anni spaziato dal mondo dello IOR all’ IMS , tra cui  vincendo otto titoli del mondo.
Ai primi del 2004 Cesare Pasotti, Ricky Sogliano e Lorenzo Rizzardi mi chiamarono per illustrarmi il loro “sogno” di lanciare  una sfida alla 32°America’s Cup.
Offrendomi l’incarico quale  principale designer del team +39.
In un paio di ore  ci confrontammo sulla loro e mia impostazione, del team dal punto di vista tecnico organizzativo, gestionale e sugli obiettivi, trovandoci sulla stessa lunghezza d’onda, accettai l’incarico.
Quindi come principale designer, ho l’incarico della firma del progetto , della coordinazione della ricerca e la progettazione delle due nuove barche  del  gruppo e delle modifiche delle barche da allenamento.

Il team progettuale è composto oltre  che dallo scrivente da altri 5 ingegneri, oltre a due società di consulenza  esterne.
Ognuno  ha una specializzazione  settoriale dal calcolo strutturale alla ricerca CFD, al calcolo FEM all’ analisi VPP.
Alcuni tecnici hanno già lavorato assieme a me in importanti progetti altri  normalmente lavorano collaborano .
Tutti hanno  al loro attivo la partecipazione ad  almeno un’altra sfida o esperienza specifica in imbarcazioni similari, quindi tecnici di grande esperienza e di mia assoluta stima e fiducia.
Il team progettuale entro il mese di luglio sarà completamente operativo  per iniziare una ricerca a 360° su tutti gli aspetti .
Personalmente è già da diverso tempo che sto lavorando allo studio, all’ analisi ed alla progettazione, di fatto personalmente è ormai da diversi anni in soluzione di continuità che non ho più smesso di pensare alla progettazione per questa classe. 

Il nuovo regolamento,  con cui si disputerà la sfida nel 2007,  unitamente alle condimeteo differenti di Valencia rispetto ad Auckland, permetteranno molte innovazioni rispetto le barche attuali.
I tecnici saranno affiancati anche dalla ricerca fatta per singoli temi, presso le Università Italiane ed in particolare  dello stretto rapporto di collaborazione aperto con l’Università di Pisa ed  in  particolare con la facoltà di Ingegneria Aerospaziale.
Saranno tenuti aperti anche  rapporti di consulenza con società italiane ed estere per la ricerca  in campo strutturale,  della prove in  vasca navale  e delle verifiche in galleria del vento per le appendici di carena.
Credo,  in una sinergia tra il mondo dei puristi della vela   con altre culture scientifiche non propriamente marine, ma che hanno nella metodologia e nel tipo di ricerca assonanze con il mondo dell’alta competizione come può essere l’esperienza derivante dal mondo dell’ automotive o della ricerca pura dal mondo aerospaziale.
Dal punto di vista organizzativo inoltre sarà caratterizzata da un team  in cui i singoli responsabili per settore possano avere un peso ed una responsabilità nelle scelte tecniche, le decisioni strategiche importanti debbono essere prese collegialmente tra i singoli responsabili  delle singole aree, dall’aspetto tecnico a quello gestionale e comunicativo.
Molto importante sarà il dialogo tra il team progettuale ed il team velico, con Luca Devoti  responsabile  della gestione velica ed il timoniere Ian Percy , è già nata un’ottima sinergia che presuppone ottime basi di lavoro.
In ultimo  uno degli altri aspetti che  mi onora di partecipare a questa sfida è il forte carattere nazionale  che riveste  questa sfida,  una delle  condizioni che mi sono posto alla base per la mia partecipazione  alla 32° coppa America .ing.


Ceccarelli - Devoti - Percy - Rizzardi (Foto Borlenghi)

Giovanni Ceccarelli   Principal Designer di +39 challenge  ci presenta  ITA 85 :

“ In qualità di Principale Designer  del team + 39 challenge  sono soddisfatto ,  per il battesimo di ITA 85 avvenuto il 24-06-2006 a Valencia .
E’ una tappa fondamentale da qui al traguardo finale del 2007  ,  del  lavoro svolto ad oggi  dal design team, dai costruttori e da tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione . 

“ ITA 85  è  il  risultato di  :

58000 ore di ricerca e  progetto realizzate  dal design team in 24  mesi  di lavoro dall’ inizio della fase di ricerca  avvenuta 24 mesi fa    ad oggi,  ed il lavoro non è ancora finito;

35000 ore    per costruzione della  barca   realizzate  ad oggi ;

110 scafi 200 bulbi e timoni disegnati   uno ad uno   e testati  poi  con il calcolo  CFD   (Computer Fluid Dynamic )  con utilizzo di  differenti codici   e  o poi post processing  con Vpp  (Velocità Program Prediction) per complessive   ore  16000 di  calcolo  con utilizzo di work stations  di ultima generazione ;

3000  ore di calcolo FEM  e disegno  parametrico  per scafo coperta appendici e  rigging ;

9 modelli   realizzati in scala 1:3  testati  in vasca navale 

180 sono le tavole di progetto esecutivo realizzate ad oggi per la sola barca e appendici.


Per costruire lo scafo e la coperta   sono stati  utilizzati

2000 kg di fibra di carbonio pre impregnato ;

7000 Mt.  di  fibra  pre impregnata di carbonio unidirezionale  ;

55sezioni tagliate al laser per la costruzione del modello ;

25000 kg.  di piombo  per il bulbo ;

1500  kg. di acciaio di elevata resistenza per realizzare la  lama della  chiglia ;

un forno lungo 30 metri capace di raggiungere  i 100 °C

18kg. di pittura  e  fondi  della AWL  Grip  per verniciare lo scafo .


La filosofia  del progetto  di ITA 85

AS AGREE WITH THE TEAM WE WANTED AN INNOVATIVE HULL

in accordo con il   team ho voluto realizzare uno scafo innovativo.

Non  mi sono stati  imposte né costrizioni né modelli di riferimento nella fase progettuale.

C’è stato   un ampio dialogo con il team velico per il piano di coperta .

Ita 85  è una barca con  diverse  innovazioni  legate alla ricerca delle forme delle parti immerse in particolare del canoe body e delle appendici di carena .


Una barca  tagliata in  relazione alle caratteristiche dell’  equipaggio  e del suo timoniere  Iain Percy ,  una barca  manovriera   con doti di accelerazione ,  al fine  di poterla sfruttare al meglio in pre  partenza ;  una fase  della regata che con il formato attuale è diventata sempre più importante.

Ogni idea nuova è stata  validata, dal calcolo  CFD; con la ricerca sperimentale in vasca navale  abbinato al VPP e,  per le parti strutturali   con la  FEM.

 

Il  design team

Il design team ha lavorato fino ad oggi dall’  Italia  dallo studio della Ceccarelli Yacht Design  in  Ravenna  ; ora ci siamo trasferiti a Valencia  qui nei nuovi uffici nella base per seguire le fasi finali del progetto  e realizzazione  e la sua messa a punto in mare   , che avverrà dal prossimo mese di settembre.

Il   design team che ho organizzato  è stato da me fondamentalmente  diviso  in due gruppi   facenti capo agli strutturalisti e la ricerca  CFD.

Ringrazio per il  settore della CFD   Richard Korpus  Alessandro Vicini   e Gabriele Mazza  che cura poi anche il settore vPP e analisi dati  una volta che la barca navigherà e l’Università di Pisa la  facoltà di  Ingegneria Aerospaziale  referente il professor  Giovanni Lombardi .

Per il  settore del calcolo strutturale  invece Davide Tagliapietra , Richard Olive e Julian Smith. 

Per il sail design Juan Garay  della North Argentina .

Per le sue idee e passione sempre viva  Epaminonda Ceccarelli

La  costruzione della  barca.
L’appalto  della costruzione della barca è stato  affidato nel settembre 2005 alla Sicil Craft di Palermo  per il quale si ringrazia il sig. Gruccione ;   che poi ha appaltato per la costruzione al Cantiere  Soleri  ad Alfonsine  diretto da Fabio Soleri

Il cantiere è  stato scelto dal Presidente Lorenzo Rizzardi,  per la sua professionalità,  esperienza in realizzazione di barche da regata, per la vicinanza con la sede del  design team che ha permesso un controllo da parte dei progettisti pressoché  giornaliero.

Sebastiano  Rech Morassutti ha seguito il project managment della costruzione della barca  assieme al suo collega Antoine Le Villain .

La costruzione è molto accurata , è stato realizzato un modello  di scafo e coperta per poi realizzare uno stampo monolitico  in pre preg di carbonio.

Alla fine è  risultata  una barca con un’elevata rigidità longitudinale superiore alle barche  della generazione passata e con un peso della parte in composito inferiore ai 2000 kg.

Come progettista della barca non posso altro che essere  soddisfatto del lavoro  svolto fino ad oggi  dai costruttori, per la passione e meticolosità che hanno dedicato al  progetto.


Lo sviluppo della barca  futuro
Lo sviluppo  di un Coppa America non è mai finita fino all’ ultimo giorno di regata , come tale questa è una sola  tappa  dello sviluppo del progetto di ITA 85.
Un lavoro che vedrà coinvolto il design team assieme all’ equipaggio.


Il colore :
…. avremmo potuto verniciare la barca nera, carbonio lucido, com’ è la moda attuale  ma alla fine il  colore dello scafo è il blue .
Blue perché è il colore ufficiale del team + 39  challenger fin dall’  inizio  della campagna di coppa 
Blue perché  i marinai sono  scaramantici e ,non vogliono cambiare
Blue perché ricorda  i colori della nazionale Italiana.
Blue perché ricorda il blue dei mari Italiani .
Blue e non nero lucido perché è più leggero il colore che verniciare la barca trasparente .
Blue perché riteniamo corretto proteggere il laminato di carbonio dai raggi UVA e non lasciarlo a  vista.
Blue perché non vogliamo fare vedere la disposizione della prima pelle del laminato.
Blue perché  ricorda  le parole  della canzone che  è l inno  del  team  Volare  nella versione originale di Modugno . “

Giovanni Ceccarelli
Principale designer