FORMA E FUNZIONE

FORMA E FUNZIONE

 

Il design è centrale nella realizzazione di un’unità da diporto, lega la funzione  all’estetica e all’industrializzazione in particolare quando si tratta di produzione in serie.

Il design è al centro della spirale che porta alla realizzazione di un’unità da diporto.

Il progettista o meglio il designer, ha quindi una grande responsabilità nella riuscita del progetto finale ovvero la barca,  ed al tempo stesso una grande fortuna di libertà espressiva  rispetto ad altri settori dell’industrial design.

Il prodotto finito è infatti un’insieme di forme: lo scafo, la coperta, gli interni, i sistemi propulsivi, l’ingegnerizzazione, l’industrializzazione  ogni elemento entra in gioco in contemporanea per la riuscita del progetto finale, per questo il designer deve sapere dominare ed utilizzare tutti questi aspetti tecnici e grafici, è questa la grande fortuna espressiva che ha il progettista di un’imbarcazione.

Il designer deve comunque avere sempre in mente la funzione che l’oggetto barca che dovrà svolgere una volta realizzato ; il suo scopo finale, di navigare in sicurezza, non di essere venduta ad un salone.

Deve conoscere il mare e saperlo rispettare con risposte del suo segno grafico, delle scelte dei cromatismi ed aggiungo anche gli odori e le sensazioni tattili che deve sapere trasmettere.

Questa  funzione deve essere ottemperata comunque nel rispetto delle normative in vigore  e delle leggi e logiche del mercato.

Nel progetto di un’imbarcazione di serie il designer non è libero ma ha dei forti vincoli  che deve rispettare, nel fare ciò deve comunque sempre rispettare una logica legata all’estetica , infatti per quanto una barca concepita bene, ingegnerizzata altrettanto bene, se non piacerà ovvero se non incontrerà il favore estetico del pubblico non sarà un’imbarcazione di successo intesa dal punto di vista commerciale.

Aggiungo non solo una bellezza statica ma si deve ricercare la bellezza dinamica ovvero delle sue forme come si sposano con lacqua ed l vento  quanto l’imbarcazione naviga.

Il designer è più libero invece è quanto deve progettare un’unità singola, non dovendo rispettare vincoli  legati alla produzione ma pur dovendo rispettare sempre le normative ma soprattutto deve sapere cogliere le aspettative del committente.

L’imbarcazione deve sempre avere siua che si tratti di un’unità di serie che sia un prototipo un forte carattere emozionale, deve trasmetterti l’idea di un sogno, e di libertà.

Dallo schizzo al progetto finale, anche con il passare degli anni  penso ancora oggi che il primo schizzo  sia a mano libera, personalmente non uso tavolette grafiche, in quanto lo schizzo l’idea che è alla base di ogni progetto può nascerti in ogni momento, in ogni contesto al mare come in metropolitana o in montagna come adesso che sto scrivendo questi appunti e in questi contesti è difficile se non impossibile con le attuali tecnologie di potere schizzare ovvero fissare le proprie idee in modo digitale possibile è invece con la carta e la matita.

Come le sensazioni che può dare un modello in scala non le possa dare nessun render per quanto riguarda lo studio delle volumetrie esterne di scafo e coperta.

Influenze dal mondo dell’automotive verso nautica da diporto penso che al giorno d’oggi siano inevitabili, sono due mondi che sono e saranno sempre distanti come scenario di utilizzo ma saranno sempre più vicini come scelte ed influenze estetiche ed anche funzionali, lo stesso armatore sarà anche possessore di un’auto, le logiche di scelta estetica dei due oggetti saranno molto simili provenendo dalla stessa mente, dallo stesso individuo e contorno familiare ed ambientale.

La libertà del navigare è intrinseca nella barca, di affrontare nuove mete di sentirci Ulisse, la barca deve potere trasmettere queste emozioni la forma deve essere quindi sempre al servizio della funzione che deve assolvere.

Lo stile Italiano  è un valore aggiunto che abbiamo un patrimonio che supera ogni crisi ma per ciò non se ne deve abusare si deve rispettare essendo un patrimonio di tutti.

Articolo  pubblicato sulla rivista Barche di cui ringrazio in particolare il suo Direttore  Franco Michenzi che è sempre attento , con la sua ricerca e le sue pubblicazioni  al progetto ed in particolare al progettista ed allo stile italiano.

Giovanni Ceccarelli

 

Ravenna 28-08-2011